Sabati Speciali

Ci troviamo un sabato al mese. Mentre le nostre figlie imparano e si divertono; noi mamme approfittiamo per compartire questo momento approfondendo temi che riguardano la educazione delle nostre"piccole".

domenica 7 dicembre 2014

Attività del Club 2014/2015

Care amiche,
Purtroppo quest'anno ha iniziato un po' in ritardo. Siamo rimaste in poche e non riusciamo a lavorare bene come ci piace fare a noi. Per questo abbiamo deciso di fare l'attività solo con le ragazze delle medie.

Purtroppo le bambine piccole dovranno aspettare ancora. Siamo alla ricerca di persone adatte che ci diano una mano; appena saremmo in grado di partire al 100% delle forze, siate sicure che ci metteremo in contatto.


Per il momento, l'attività è: le lezioni di teatro, una volta ogni mese. E da Gennaio s’inizia - sempre una volta ogni mese - con "Ritmo Latino". Saranno lezioni di spagnolo con un mix di canto e ballo latinoamericano. Tutte attività per ragazze dai 10 ai 13 anni. 




Invito alla Messa di Ringraziamento.

Si festeggia insieme il Natale.



Ogni anno in occasione del Natale, facciamo una Messa di ringraziamento, per tutto quello che abbiamo ricevuto in questo anno che ormai sta per finire. 
E' solo un modo d'incontrare tutti i nostri amici. E dopo la Messa, facciamo un pranzo buffet tutti insieme. Ognuno porta qualcosa da mangiare, qualcosa di salato e qualche bibite.
Mi piacerebbe molto se riuscite a venire insieme a tutta la vostra famiglia. 


Cari saluti, Mirta e Dolores

lunedì 19 maggio 2014

INVITATE I VOSTRI AMICI


Gentilissime famiglie, desideriamo invitarvi alla festa di chiusura dell'anno 2013-2014 del Club Torrebianca, facendovi notare che la data è stata spostata al sabato 31 maggio. 

Fate estensivo questo invito ai vostri amici, sopratutto perché durante la festa si terra un'incontro di approfondimento pensato per i genitori su "Comunicazione in famiglia"  che crediamo possa essere molto interessante. Questo corso sarà tenuto da una responsabile della Associazione Realtà Famiglia, la quale è membro della Conferenza Permanente dei Centri di Orientamento Familiare che operano in tutta Italia.  Questa è collegata alla International Foundation for Family Development (IFFD) che ha lo status consultivo presso l’ONU.- 

Il club Torrebianca ha pensato a questo incontro di approfondimento per i genitori visto l’interesse che avete manifestato durante gl'incontri che sono stati sviluppati nelle tematiche sull’educazione dei figli.

In vista alla pianificazione delle proposte formative per le famiglie per il prossimo anno e questa importante occasione di partecipare a questo brevissimo corso sulla Comunicazione in Famiglia tenuta da un counselor esperto in materia, ci permetterà di valutare assieme l’opportunità di sviluppare questi corsi per genitori come proposta formativa per il 2014-2015.

Siamo convinti che potrà essere di molta utilità per tutti i genitori consapevoli di quanto sia fondamentale accrescere la nostra formazione per favorire il rapporto di coppia e dell’intera famiglia.


Per maggiore informazione potete consultare il sito www.realtafamiglia.it

Cordiali saluti,
Mirta Pernigo e Dolores Silvoni


martedì 8 aprile 2014

Nuovo Progetto per il prossimo anno: LA LETTURA AD ALTA VOCE


Perché la lettura ad alta voce fa bene (non solo ai bambini)



La letteratura è nata prima della scrittura.
I poemi omerici, uno dei testi fondanti della cultura occidentale, non furono composti da un solo autore, ma, come suggerito dalle ricerche filologiche degli inizi del ‘900, da aedi itineranti che li tramandarono per generazioni in forma esclusivamente orale.
Nel nostro paese la tradizione dei cantastorie è durata fino a tempi molto recenti. Ancora negli anni ’40 era consuetudine nelle campagne riunirsi d’inverno nelle stalle per ascoltare storie narrate a puntate. In Piemonte questi racconti si chiamavano «quintuie» ed erano spesso ispirati dalle canzoni di gesta del ciclo carolingio.
Esistono ormai numerose evidenze scientifiche che testimoniano i benefici della lettura ad alta voce ai bambini fin dai primi mesi di vita. Leggere ad alta voce crea momenti privilegiati di interazione tra genitori e figli e promuove l’autostima; inoltre le storie e le spiegazioni date dal genitore aiutano il bambino a riconoscere e concettualizzare le emozioni proprie e altrui.
È stato anche dimostrato che la lettura ad alta voce stimola la capacità di riconoscere e utilizzare i suoni della lingua materna e, in un secondo tempo, facilita l’apprendimento della lettura indipendente. I bambini a cui i genitori leggono con una certa regolarità hanno una maggiore proprietà di linguaggio che, da un punto di vista cognitivo, corrisponde a una maggior capacità di comprensione e a un più profondo desiderio di apprendere. A questo riguardo, un interessante studio americano ha dimostrato che i libri per l’infanzia contengono un numero di vocaboli ricercati del 50% superiore alla media delle trasmissioni televisive, o delle normali conversazioni fra studenti universitari.
A partire da questi studi scientifici, sono nate in numerosi paesi iniziative per la promozione della lettura ad alta voce«Reach out and Read» negli Stati Uniti, «Bookstart» in Gran Bretagna, o «Stiftung Lesen» in Germania. Un progetto analogo esiste anche in Italia, si chiama «Nati per leggere» ed è stato avviato nel 1999 su iniziativa dell’Associazione Culturale Pediatri, dell’Associazione Italiana Biblioteche e della ONLUS Centro per la Salute del Bambino.
Mettere in contatto i bambini con i libri fin dai primi anni potrebbe essere una strategia per imparare ad amare i libri. 
In fondo lettori si diventa prima di saper leggere.

Dal prossimo anno 2014-2015 si organizzeranno diversi incontri all'interno del club, per le bambine dai 7 ai 9 anni, per il progetto: "Ti racconto una storia..." 



La regola è solo una: godere della parola che prende corpo, svelando le infinite relazioni con lo spazio, gli altri e il tempo. 


martedì 25 marzo 2014

L’EDUCAZIONE MOTIVATA DELLA VOLONTA’ (incontro del 22/03/2014)


Impresa e famiglia.

Nel mondo del lavoro si è appreso che c’è una diretta relazione tra la motivazione positiva dei lavoratori e i risultati economici dell’impresa.

ATTEGGIAMENTI POSITIVI
Si lavora bene in gruppo (Cameratismo)
Si vive un clima di unità (Lealtà)
Ci si aiuta reciprocamente (Generosità)
Non si perde tempo (Laboriosità)
Si insegna ciò che si sa (Solidarietà)
Si rispettano i diritti delle persone (Responsabilità)

I problemi più frequenti in ambito di Risorse Umane riguardano i tre livelli motivazionali:

1°   materiale: economico/stipendio (buoni voti e risultati) MOTIVAZIONE ESTRINSECA
2°   intellettivo: conoscenza/categoria competenza (soddisfazione personale, passione)                  MOTIVAZIONE INTRINSECA
3°   volontà: comportamento/valori relazioni (utilità nella società) MOTIVAZIONE TRASCENDENTE

In famiglia i tre livelli motivazionali possono essere scritti come sotto indicato.
1°  AVERE  (cibo, vestiti, casa): corpo
  SAPERE (cultura, scienza, arte): intelligenza
3°  DARE (amicizia, lealtà, amore): volontà

Nell’educare abbiamo come obiettivo che i nostri figli crescano nei valori positivi, nelle virtù.
LA VIRTU’: E’ UN ABITO OPERATIVO BUONO, ATTEGGIAMENTO PERMANENTE DELL’ANIMA.
Vogliamo che i nostri figli:
- vogliano studiare: laboriosità
- Vogliano essere ordinati: ordine
- Vogliano aiutare in casa: generosità

·       Perché ci sia virtù, si devono fare le cose liberamente e perché sono buone, cercando di fare il bene per se stesso: studiare è un bene in se stesso perché faccio contenti i miei genitori e compio il mio dovere.
·       Se studio perché questo rappresenta qualcosa di buono in sé ed è una mia responsabilità sociale, questa motivazione non si esaurirà mai, e lo farò sempre per il valore che lo studiare rappresenta.
·       Dando al figlio una motivazione materiale, rafforzo in lui il materialismo, il consumismo o il timore dei castighi.
  
ESEMPI DI MOTIVAZIONE PER LIVELLI

1.     Cristian rompe un vaso giocando a palla in salotto.
Disobbedienza + danno materiale:  ripagherà in parte con i suoi risparmi.
2.     Luca ti aiuta a pulire l’auto e Chiara insegna matematica a suo fratello.
Lavoro supplementare, che non rientra nei compiti familiari:  ripago con mancetta.
3.     Silvia ha avuto brutti voti
Non ha saputo la lezione: non esce finchè non ha studiato.
4.     Marco prende brutti voti
Non ha saputo la lezione 2: niente uscita di divertimento nel fine settimana. (SBAGLIATO)
NON VA BENE perché NON USCIRA’ MA NON E’ DETTO CHE STUDI.
5.     Luca prende bei voti
Ha imparato: gli compro un libro o un gioco che gli piace, utili per imparare.
6.     Sara non ha studiato e non ha riordinato le sua stanza
Pigrizia: bisogna motivarla perché cambi atteggiamento.
Le parli quando è allegra e le spieghi la conseguenza di fare le cose bene.
Rafforzi la sua autostima: se si impegna ci riesce!!!   +   Riconosci il primo risultato positivo, brava!!!


Educare alla gioia ed alla felicità.


Obiettivo finale della vita: ESSERE FELICI! Cos’è la felicità? “la felicità è un sentimento intimo, proprio dell’essere umano, che proviene dal POSSESSO di BENE”. Infatti l’uomo è più felice, quante meno necessità ha e quanto più ama ed è amato.   Nessun essere umano ha dato la vita per “avere.   Nessun essere umano ha dato la vita per “sapere”.

Milioni di esseri umani hanno dato la vita per gli altri.

Quindi possiamo affermare che il 3°livello motivazionale (amicizia, lealtà, amore) è capace di darci più felicità, perché la natura umana viene perfezionata dall’altruismo. Quando il 3°livello non funziona bene, si deteriorano i principi delle persone, l’Io diventa il centro di tutto.


LIMITI DELLE MOTIVAZIONI

1° LIVELLO: stabilire alti obiettivi al livello dell’avere è cosa buona, perché tanto più si ha, tanto più aumenta la capacità di dare agli altri, realizzare cose ben fatte, servire meglio la società. 
PERICOLO: non togliere agli altri per avere di più, corruzione, prendere senza dare, servirsi degli altri.

2° LIVELLO: più sappiamo più siamo in grado di avere e quindi di dare.
PERICOLO: se facciamo dell’Io un fine, egoismo, superiorità.

3° LIVELLO: non c’è limite nel dare, sta in se stessi cioè è limitata alla nostra capacità di amicizia, lealtà, amore per gli altri. 
PERICOLO: non possiamo dare ciò che non abbiamo ­+ non possiamo insegnare ciò che non sappiamo + non possiamo dare se non amiamo.


Educazione trascendente.

I genitori educano equilibratamente i figli se li rendono capaci di valorizzare i tre livelli di motivazione della volontà.
BENE: decidere di fare uno sforzo per le giuste necessità materiali.
     MALE: valorizzare le cose materiali e dare un valore preminente alla soddisfazione dei sensi.

BENE: trovare soddisfazione nel fare un’azione, quindi è bene sostenere l’Io nel mostrare i vantaggi di giocare/studiare/lavorare: e lodiamoli in quest’ ambito!
      MALE: mettere i propri interessi prima di quelli degli altri (egoismo, superbia).

  BENE: fare qualcosa gratis per amicizia, lealtà, amore dell’altro, amore di Dio.

NB: solo il riferimento a Dio rende la motivazione totalmente trascendente, perché mette tutti i motivi di attuazione in scala gerarchica, nei confronti del motivo ultimo dell’agire: realizzare il proprio destino, raggiungendo il fine ultimo e la felicità piena e perfetta, qui e per l’eternità.
In famiglia è bene consolidare l’amore reciproco, l’aiuto, la comprensione, lo spirito di gruppo, la fiducia, la collaborazione: è lavorare al 3° livello.



IL GIUDIZIO PERSONALE

Ognuno ha il proprio livello motivazionale, somma delle sue tendenze verso i tre livelli.
Quando giudichiamo le azioni altrui sarebbe utile sapere qual è il loro livello motivazionale personale: le persone che hanno un equilibrio nei tre livelli sono in grado di giudicare e capire meglio le azioni degli altri.






L’ORDINE NEL TEMPO, NEI RITMI, NELLE PRIORITA’ (incontro del 15/02/2014)


La virtù dell’ordine.

La virtù dell’ordine è certamente una virtù minore, ma su di essa poggiano tutte le altre: senza ordine non esiste virtù. L’ordine, nei suoi effetti diretti, ci aiuta a disporre  di più tempo, ad essere più efficaci, ad aumentare il rendimento e a conseguire gli obiettivi previsti. L’ordine ci dà tranquillità, fiducia e sicurezza; ci evita dispiaceri e contrattempi e ci aiuta ad essere più felici con minore sforzo.
Non parliamo del fare ordine tra le cose, ma dell’essere ordinati come persona.
La virtù dell’ordine viene influenzata a monte dagli Istinti Guida e dai Periodi Sensitivi, quando una persona arriva sempre tardi ai suoi appuntamenti e deve fare uno sforzo eroico di volontà per essere puntuale ( che gli riesce solo quando ha un interesse reale), possiamo affermare che quella persona ha vissuto male nella sua vita il Periodo Sensitivo dell’ordine nei confronti del buon uso del tempo. Si può supporre anche che egli non crede nel valore dei programmi e della pianificazione; e che in rari casi ha cercato di metterne in atto uno.
Il periodo sensitivo dell’ordine lo si vive con la massima intensità fra 1 e 3 anni: a 2 anni il bambino ha idee chiare sull’ordine delle cose materiali, sa (senza aver ricevuto insegnamento su ciò) che OGNI COSA DEVE AVERE UN SUO POSTO E CHE IL SUO POSTO E’ SEMPRE LO STESSO.
A quest’età è facile ottenere dal bambino il conservare i suoi giocattoli allo stesso posto, o tenere in ordine i vestitini e le scarpe. Giocando a collocare con lui le cose “nello stesso posto” e “nello stesso ordine” il bambino lo interiorizza e prova piacere nel farlo, perché ha bisogno di ordine e di stabilità nell’ambiente che lo circonda.
Il bambino che si percepisce anche lui come una cosa, applica anche a se stesso la massima “ogni cosa al suo posto”, quindi a nascondino si nasconde nello stesso posto, dorme volentieri sempre nello stesso letto, mangia seduto sulla stessa sedia: impara questo modo di procedere con grande facilità purchè glielo si insegni con metodo attraverso un modello ripetitivo.
 Con la stessa facilità con cui sono capaci di imitare l’ordine, hanno l’incredibile capacità nell’imitare il disordine; se possono lasciare ogni cosa in un posto diverso, perché lo vedono fare agli adulti, lo imitano e si abituano a questo modo di fare velocissimamente, diventando dei perfetti disordinati.
Per i bambini, ordine e disordine sono abiti (buoni e cattivi) che, mantenuti mentre crescono, diverranno virtù o vizi.
Hanno bisogno che gli adulti, i genitori servano da modello ripetute volte, per poterli imitare; ricordiamoci che a quest’età la capacità di imitare costituisce un Istinto Guida, ed il forte impulso a ripetere gli atti costituisce un Periodo Sensitivo. Quindi non si nasce disordinati o ordinati, ma lo si diventa se nel tempo opportuno non si è fatto emergere questa disposizione naturale all’ordine.
Affinché i bambini possano sviluppare l’abito positivo dell’ordine, oltre ad insegnarglielo, dobbiamo fornire loro la possibilità di essere ordinati: devono avere un cassetto, cesta o recipiente per le loro cose.
L’ordine si deve estendere al complesso della loro vita, nei ritmi quotidiani, e questo li aiuterà nello sviluppo fisico, psichico e spirituale:
·       Ordine negli orari dei pasti
·       Ordine nelle ore di sonno
·       Ordine nell’assetto personale: capelli, vestiario, necessità fisiologiche…
·       Ordine nella scansione dei tempi quotidiani: uscite a passeggio, tempi di gioco.
Naturalmente l’educazione all’ordine va continuamente ribadita, sostenuta, perché con la crescita del figlio finisca per invadere tutti gli aspetti di vita delle persone: la gestione del tempo, delle energie, la definizione di priorità, dalle più materiali (prima si lavora, poi si gioca), alle morali e spirituali ( la giustizia prima dell’interessa personale, il bene degli altri prima del mio, Dio prima di tutto).
Dalla giusta disposizione di tempi ed energia dipenderà la laboriosità dei figli nel gioco prima, nello studio dopo, nel lavoro infine.

1.   L’ordine nelle sue declinazioni.
(L’albero dei Valori)

Per ordine si intende la disposizione delle cose nel luogo e nel tempo che spetta loro secondo determinate regole prestabilite.
Esiste anche un ordine delle idee: avere la capacità di ragionare tenendo conto di tutti i dati possibili, in modo da formarsi un punto di vista obiettivo, essere meno soggetti all’errore, e risparmiare quindi tempo ed energie, delusioni e ripetizioni inutili, agendo con correttezza.
Chiediamoci se nelle questioni che ci competono nel nostro ruolo di genitore, tendiamo a conoscere bene i problemi e a pensare soluzioni in modo completo, esaustivo e lungimirante, oppure leggiamo la realtà sotto i nostri occhi secondo le nostre preferenze, interessi, emozioni, scegliendo di agire quindi in modo inopportuno o meno problematico possibile.
Esiste l’ordine nel tempo: l’uomo non è fatto per l’orario ma l’orario per l’uomo ed è sempre più piacevole, efficace e duraturo rispettare le decisioni che ci imponiamo liberamente che  accettare quelle imposte dagli altri, anche se buone.
Chiediamoci se sappiamo noi genitori per primi organizzare il tempo a disposizione in modo opportuno affinché ci sia il giusto tempo per i figli, per il coniuge, per noi stessi. O siamo noi i primi a dare priorità sbagliate, non equilibrate, o a prediligere alcune cose ad altre, ugualmente importanti?

NON C’E’ ORDINE DOVE:
Le cose si fanno perché si
Prima o dopo è lo stesso
Non si sa dar ragione di nulla
L’improvvisazione è la norma
Non si chiedono spiegazioni, ne si è in grado di darle
Nemmeno l’orologio è preciso
Non si ha voglia di cercare le cause, meglio non chiederle
Le cose non hanno un loro posto
L’imprevisto è costante
Non si trova mai quello che si cerca
Le cose si fanno quando si può
Le etichette non corrispondono al contenuto
La puntualità non esiste
Non esiste un ordine numerico

2.   Piani di azione e Teoria Z
(Educare oggi. Pag. 88)

La Teoria Z consiste nella collaborazione di un gruppo di persone per ottenere degli obiettivi comuni.
Tutte le persone partecipano nella misura delle loro possibilità ed il tutto si deve svolgere in un clima di fiducia, serenità, delicatezza, lealtà e collaborazione.
Tutta la famiglia o parte di essa si riunisce per mettere a fuoco gli obiettivi comuni o formulare Piani di Azione; tutti devono osservare le stesse regole e tutti possono suggerire obiettivi o modi per raggiungerli. I genitori infine, come massimi responsabili della famiglia, prendono alla fine le decisioni.
Partecipare ad un Piano di Azione deve essere volontario; i genitori devono motivare i figli perché desiderino partecipare liberamente.

ESEMPI DI OBIETTIVI DI PIANI DI AZIONE NELLA TEORIA Z.
Migliorare la convivenza: fare tutti il proposito di non gridare
Suddividere gli incarichi tra genitori e figli
Promuovere l’aiuto reciproco
Suddividersi l’organizzazione di una gita
Migliorare tutti in una virtù concreta:  l’ordine, l’obbedienza, la sincerità, la generosità….

STRUTTURA DEL PIANO DI AZIONE
Situazione:   manca la collaborazione in famiglia
Obiettivo: definire l’ordine delle priorità e gli incarichi di ognuno
Mezzi:   campagna di collaborazione con i figli per una gestione più efficiente di spazi e tempi di tutti
Motivazione: la famiglia è unita, la casa di tutti, e con la collaborazione aumenta la serenità per tutti
Svolgimento: partenza, adempimento impegno di ciascuno, collaborazione con chi non ce la fa, poi verifiche settimanali, in occasione dello scambio degli incarichi.
Risultato: ……

Leggiamo insieme alcuni Piani di azione.


PROVIAMO NOI A PROGETTARE UN PIANO DI AZIONE ADEGUATO AL NOSTRO OBIETTIVO
PIANO DI AZIONE

Situazione


Obiettivo


Mezzi


Motivazione


Svolgimento


Risultato