La virtù dell’ordine.
La virtù dell’ordine è certamente una virtù minore,
ma su di essa poggiano tutte le altre: senza ordine non esiste virtù. L’ordine,
nei suoi effetti diretti, ci aiuta a disporre di più tempo, ad essere più efficaci, ad aumentare il
rendimento e a conseguire gli obiettivi previsti. L’ordine ci dà tranquillità,
fiducia e sicurezza; ci evita dispiaceri e contrattempi e ci aiuta ad essere
più felici con minore sforzo.
Non parliamo
del fare ordine tra le cose, ma dell’essere ordinati come persona.
La virtù dell’ordine viene influenzata a monte dagli
Istinti Guida e dai Periodi Sensitivi, quando una persona arriva sempre tardi
ai suoi appuntamenti e deve fare uno sforzo eroico di volontà per essere
puntuale ( che gli riesce solo quando ha un interesse reale), possiamo
affermare che quella persona ha vissuto male nella sua vita il Periodo
Sensitivo dell’ordine nei confronti del buon uso del tempo. Si può supporre
anche che egli non crede nel valore dei programmi e della pianificazione; e che
in rari casi ha cercato di metterne in atto uno.
Il periodo sensitivo dell’ordine lo si vive con la
massima intensità fra 1 e 3 anni: a 2 anni il bambino ha idee chiare
sull’ordine delle cose materiali, sa (senza aver ricevuto insegnamento su ciò)
che OGNI COSA DEVE AVERE UN SUO POSTO E CHE IL SUO POSTO E’ SEMPRE LO STESSO.
A quest’età è facile ottenere dal bambino il
conservare i suoi giocattoli allo stesso posto, o tenere in ordine i vestitini
e le scarpe. Giocando a collocare con lui le cose “nello stesso posto” e “nello
stesso ordine” il bambino lo interiorizza e prova piacere nel farlo, perché ha
bisogno di ordine e di stabilità nell’ambiente che lo circonda.
Il bambino che si percepisce anche lui come una
cosa, applica anche a se stesso la massima “ogni cosa al suo posto”, quindi a
nascondino si nasconde nello stesso posto, dorme volentieri sempre nello stesso
letto, mangia seduto sulla stessa sedia: impara questo modo di procedere con
grande facilità purchè glielo si insegni con metodo attraverso un modello
ripetitivo.
Con la
stessa facilità con cui sono capaci di imitare l’ordine, hanno l’incredibile
capacità nell’imitare il disordine; se possono lasciare ogni cosa in un posto
diverso, perché lo vedono fare agli adulti, lo imitano e si abituano a questo
modo di fare velocissimamente, diventando dei perfetti disordinati.
Per i bambini, ordine e disordine sono abiti (buoni
e cattivi) che, mantenuti mentre crescono, diverranno virtù o vizi.
Hanno bisogno che gli adulti, i genitori servano da
modello ripetute volte, per poterli imitare; ricordiamoci che a quest’età la
capacità di imitare costituisce un Istinto Guida, ed il forte impulso a
ripetere gli atti costituisce un Periodo Sensitivo. Quindi non si nasce
disordinati o ordinati, ma lo si diventa se nel tempo opportuno non si è fatto
emergere questa disposizione naturale all’ordine.
Affinché i bambini possano sviluppare l’abito
positivo dell’ordine, oltre ad insegnarglielo, dobbiamo fornire loro la possibilità
di essere ordinati: devono avere un cassetto, cesta o recipiente per le loro
cose.
L’ordine si deve estendere al complesso della loro
vita, nei ritmi quotidiani, e questo li aiuterà nello sviluppo fisico, psichico
e spirituale:
·
Ordine negli orari dei pasti
·
Ordine nelle ore di sonno
·
Ordine nell’assetto personale: capelli,
vestiario, necessità fisiologiche…
·
Ordine nella scansione dei tempi quotidiani: uscite
a passeggio, tempi di gioco.
Naturalmente l’educazione all’ordine va
continuamente ribadita, sostenuta, perché con la crescita del figlio finisca
per invadere tutti gli aspetti di vita delle persone: la gestione del tempo,
delle energie, la definizione di priorità, dalle più materiali (prima si
lavora, poi si gioca), alle morali e spirituali ( la giustizia prima
dell’interessa personale, il bene degli altri prima del mio, Dio prima di
tutto).
Dalla giusta disposizione di tempi ed energia
dipenderà la laboriosità dei figli nel gioco prima, nello studio dopo, nel
lavoro infine.
1.
L’ordine nelle sue declinazioni.
(L’albero dei
Valori)
Per ordine
si intende la disposizione delle cose nel luogo e nel tempo che spetta loro
secondo determinate regole prestabilite.
Esiste anche
un ordine delle idee: avere la capacità di ragionare tenendo conto di
tutti i dati possibili, in modo da formarsi un punto di vista obiettivo, essere
meno soggetti all’errore, e risparmiare quindi tempo ed energie, delusioni e
ripetizioni inutili, agendo con correttezza.
Chiediamoci se nelle questioni che ci competono nel
nostro ruolo di genitore, tendiamo a conoscere bene i problemi e a pensare
soluzioni in modo completo, esaustivo e lungimirante, oppure leggiamo la realtà
sotto i nostri occhi secondo le nostre preferenze, interessi, emozioni,
scegliendo di agire quindi in modo inopportuno o meno problematico possibile.
Esiste l’ordine
nel tempo: l’uomo non è fatto per l’orario ma l’orario per l’uomo ed è
sempre più piacevole, efficace e duraturo rispettare le decisioni che ci
imponiamo liberamente che
accettare quelle imposte dagli altri, anche se buone.
Chiediamoci se sappiamo noi genitori per primi
organizzare il tempo a disposizione in modo opportuno affinché ci sia il giusto
tempo per i figli, per il coniuge, per noi stessi. O siamo noi i primi a dare
priorità sbagliate, non equilibrate, o a prediligere alcune cose ad altre,
ugualmente importanti?
NON C’E’ ORDINE DOVE:
|
Le cose si fanno perché si
|
Prima o dopo è lo stesso
|
Non si sa dar ragione di nulla
|
L’improvvisazione è la norma
|
Non si chiedono spiegazioni, ne si è in grado di
darle
|
Nemmeno l’orologio è preciso
|
Non si ha voglia di cercare le cause, meglio non
chiederle
|
Le cose non hanno un loro posto
|
L’imprevisto è costante
|
Non si trova mai quello che si cerca
|
Le cose si fanno quando si può
|
Le etichette non corrispondono al contenuto
|
La puntualità non esiste
|
Non esiste un ordine numerico
|
2.
Piani di azione e Teoria Z
(Educare oggi.
Pag. 88)
La Teoria Z consiste nella collaborazione di un
gruppo d
i persone per ottenere degli obiettivi comuni.
Tutte le persone partecipano nella misura delle
loro possibilità ed il tutto si deve svolgere in un clima di fiducia, serenità,
delicatezza, lealtà e collaborazione.
Tutta la famiglia o parte di essa si riunisce per
mettere a fuoco gli obiettivi comuni o formulare Piani di Azione; tutti devono
osservare le stesse regole e tutti possono suggerire obiettivi o modi per
raggiungerli. I genitori infine, come massimi responsabili della famiglia,
prendono alla fine le decisioni.
Partecipare ad un Piano di Azione deve essere
volontario; i genitori devono motivare i figli perché desiderino partecipare
liberamente.
ESEMPI DI
OBIETTIVI DI PIANI DI AZIONE NELLA TEORIA Z.
Migliorare la convivenza: fare tutti il proposito di non gridare
Suddividere gli incarichi tra genitori e figli
Promuovere l’aiuto reciproco
Suddividersi l’organizzazione di una gita
Migliorare tutti in una virtù concreta: l’ordine, l’obbedienza, la sincerità, la generosità….
STRUTTURA
DEL PIANO DI AZIONE
Situazione: manca la collaborazione in famiglia
Obiettivo: definire
l’ordine delle priorità e gli incarichi di ognuno
Mezzi: campagna
di collaborazione con i figli per una gestione più efficiente di spazi e tempi
di tutti
Motivazione: la famiglia
è unita, la casa di tutti, e con la collaborazione aumenta la serenità per
tutti
Svolgimento:
partenza, adempimento impegno di
ciascuno, collaborazione con chi non ce la fa, poi verifiche settimanali, in
occasione dello scambio degli incarichi.
Risultato: ……
Leggiamo insieme alcuni Piani di azione.
PROVIAMO NOI
A PROGETTARE UN PIANO DI AZIONE ADEGUATO AL NOSTRO OBIETTIVO
PIANO DI
AZIONE
|
Situazione
|
|
Obiettivo
|
|
Mezzi
|
|
Motivazione
|
|
Svolgimento
|
|
Risultato
|
|